Whatsapp e la bellezza. “Tre età della donna” per chattare

Un po’ di cultura si fa anche con messaggi e gruppi Whatsapp. Voglio raccontarvi questa che sa di mamme e anche di arte e conoscenza con il quadro “Le tre età della donna” di Klimt.

Capiterà anche a voi di avere il telefonino saturo di gruppi di mamme su Whatsapp: una marea, non li conto più. Mamme dei compagni di scuola dei plonerini, mamme del gruppo di catechismo, mamme di quelli del calcio, mamme della palestra, gruppo delle mamme creative, mamme che ogni tanto proviamo a uscire. Ormai serve una app che gestisca la app, un diavolo di aiuto per tenere a bada i bip delle notifiche, le domande di portata prossima al nulla che pretendono una risposta immediata, mamme dalla digitazione compulsiva, mamme costantemente connesse che se non rispondi subito ti riscrivono per dire “Oh, ma ci sei?”.

Okay, ce lo siamo voluto? E ora teniamocelo. D’altronde la chat di Whatsapp ci serve anche per una vita da mamme più organizzate, a volte per farci gli affari degli altri e via così.

Una sera dopocena, quando i rumori in casa cominciano a dissolversi, il più piccolo dorme, gli altri si stanno preparando per il letto cercando di smanettare sullo smartphone fino all’ultimo minuto per il messaggio di saluto a tutti gli amici vicini e lontani, ecco verso quell’ora arriva una notifica sul mio Whatsapp che dice così (un momento che prendo il telefono per riguardarla che voglio raccontarla precisa precisa): M.R. ha creato il gruppo “Il caffè da me”. Lì per lì ho cominciato a sbuffare ebbastaaaa con questi gruppi anche la sera a quest’ora! “Il caffè da me” sembra la pubblicità di un bar, ho pensato. Eppure la mia amica M.R., quella che ha appena dato alla luce il gruppo, è una donna cui tengo molto, speciale, di quelle un po’ misteriose ma una tosta ed è la mamma di un compagno di scuola di un Plonerino. Da una così questo gruppo nullafacente e godereccio – “Il caffè da me” – non me l’aspettavo. Vabbè.

Poi arriva il primo messaggio di M.R. e qui lo stile diventa inconfondibile.

“Scusate l’invadenza di questi metodi ma mi dispiacerebbe non riuscire ad incontrarci. Proviamoci. I miei giorni, con un minimo di anticipo, sono martedì e mercoledì. Ciao a presto”. Carina, cortese, in punta di piedi, un’entrata perfetta anche su Whatsapp – rifletto.

Il gruppo appena creato comprende anche un’altra mamma di un altro compagno di scuola di Plonerino. Tutt’altro tipo lei. F.S. è sempre molto dolce, dai toni moderati, poco ironica ma molto affettuosa.

L’immagine che M.R. ha dato al gruppo Whatsapp è un vasetto di fiori, lei che ha il pollice giusto e con i fiori ci sa fare.

Il tempo di scambiare qualche messaggio per dire sì, dai, vediamoci presto, ecco che le due amiche confabulano sulla chat e poi s’interrogano sull’immagine da dare al minigruppo. E spunta fuori “Le tre età della donna” di Gustav Klimt, questo che metto in evidenza nella foto qui sul blog.

Un quadro famoso, visto e rivisto anche da chi di arte ne sa poco, un’immagine che avremo trovato centinaia di volte sui libri, a scuola, nella vita varia, perfino sulle t-shirt la stampano. Ma non mi viene l’autore, non sono sicura, Klimt in questo momento non mi viene in mente. Penso e ripenso ma Chagall non è, il primissimo Picasso ma no! E poi il flash, l’informazione che emerge dalla testa provata da una giornata intera di MML madre-moglie-lavoratrice: è l’autore del Bacio, quell’opera bellissima in cui lui tiene il viso di lei tra le mani e la bacia sulla guancia includendola in un abbraccio totale, caldissimo. Un quadro che mi è sempre piaciuto tanto.

“E’ quello del ‘Bacio’, diavolo di un nome. Aiutatemi, chi è?” chiedo su Whatsapp.

M.R. senza esitare: “Klimt, Gustav Klimt”.

Evvai, lo sapevo.

Le mie amiche mamme, come immagine del nostro neonato gruppo “Il caffè da me”, hanno scelto “Le tre età della donna”, un quadro che racconta le tre fasi della vita, l’infanzia, la maternità e la vecchiaia.

Subito mi tornano in mente le nostre conversazioni di mamme fuori da scuola ad aspettare un colloquio con l’insegnante o ad un incontro sportivo nel finesettimana. Abbiamo storie diverse, anche una certa differenza di età fra noi e pure dei nostri figli. Non ci conosciamo da sempre, siamo diventate amiche grazie ai figli già ragazzini. Ci siamo dette più volte che è bello poter condividere un pezzo di strada insieme, in questa fase affannata e affannosa di madri e lavoratrici e molto altro ancora. Quest’immagine delle “Tre età della donna” è perfetta anche per un gruppo su Whatsapp.

Prima di continuare i miei traffici organizzativi della sera, avanti e indietro per casa, sono andata a frugare in una scatola in cima alla libreria, dove tengo foto, ma anche vecchie cartoline, qualche immagine pescata qua e là. Ero sicura che ci fosse, eccola: una piccola stampa del “Bacio” di Klimt che avevo messo via un bel po’ di tempo fa. Dietro è scritto: Realizzato da Gustav Klimt tra il 1907 e il 1908 è un olio su tela perfettamente quadrato (180 x 180 cm), oggi esposto presso la Galleria del Belvedere di Vienna.

Riguardo l’immagine de “Il caffè da me” e subito mi viene voglia di andare a vedere dov’è conservata quell’opera, quella delle donne. Google in un attimo mi fa sapere che “Le tre età della donna” è un’opera realizzata da Gustav Klimt nel 1905 ed è conservata alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma.

Veloce, veloce, faccio subito una domanda a Uo.Vo: “Quand’è che facciamo un salto a Roma, magari anche con tutti e Tre?”.

Uo.Vo: “A fare?”.

“Klimt, devo assolutamente vedere dal vivo un quadro di Klimt”.

Lui ha annuito facendo finta di aver capito. Ma non posso mica mettermi a spiegare tutta la storia da Whatsapp a Klimt a quest’ora della sera ormai quasi notte…

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Mrs. Plonery Written by:

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