Vorrei avere più tempo e una sedia da regista per gestire il mondo di MML

Avere più tempo, caro Babbo Natale,

di questo vorrei parlarti. Sono una MML (madre-moglie-lavoratrice), ti seguo da sempre, ti aspetto ogni anno, ti sogno tutti i giorni di dicembre fino alla sera del 24 (ma ti penso anche in altri periodi), ti scrivo una volta l’anno e se hai tenuto da parte le mie letterine hai nel tuo archivio un bel pezzo della mia vita: prima di bambina, poi vivace adolescente, giovane donna e poi madre. Non sono mai stata a casa tua, al Polo Nord, ma mi piace pensare che il mio materiale sia archiviato nel tuo studio, sullo scaffale tinto di rosso, nel fascicoletto intitolato “Lettere dall’Italia”.

Potevo mancare quest’anno all’appuntamento con te? Certo che no!

La corrispondenza fra noi, ormai è un’usanza, inizia con il mio raccontino che t’invio per posta e, dopo qualche giorno, prosegue con la tua risposta che trovo nella cassetta delle lettere. Non ci provare a metterla sul tecnologico e a usare uno whatsapp qualsiasi o una mail. Manteniamo la carta e la penna, non foss’altro che per non perdere definitivamente l’abitudine: quante lettere scriviamo a mano, ormai? Forse è rimasta quella a Babbo Natale, dunque è meglio preservare a tutti i costi una specie in via di estinzione.

Vengo al dunque e confido nella tua magia.

Mi serve il tempo!

E non ridere con quel tuo vocione che mi sembra di sentirti anche da qui… Vorrei avere più tempo, hai capito bene.

Tempo per cosa, dici? Vorrei del tempo per la mia mente e un po’ per il mio cuore. Cerco di spiegarti. Lo vedi anche da casa tua, nel freddo Polo Nord, che fare la MML non è un lavoretto di poco conto. Vuol dire che ci sono i figli da accudire, coccolare, educare, rincuorare, sgridare, accompagnare, consolare; ma c’è anche un marito da tenere con amore e col quale condividere qualcosa che non siano solo centimetri quadrati nel lettone dove ci buttiamo sfiniti a fine giornata; viviamo in una casa che non è autopulente e non indossiamo abbigliamento biodegradabile che la sera possiamo infilare nella pattumiera dell’umido; ho un lavoro perché non mi mantengono elfi e folletti né la Befana riesce a portarmi la spesa a casa ogni settimana a bordo della sua scopa. Ogni tanto ho anche bisogno di farmi una doccia, magari aggiustare il taglio dei capelli, uscire a comprare un paio di scarpe che chissà perché rimangono una delle ultime cose che riesco a fare.

Capisci che le incombenze sono molte, vero? Le ventiquattr’ore sono davvero un misero lasso di tempo per una MML come me. In un lampo svaniscono e la sveglia è pronta a suonare e dare la carica per una nuova giornata.

Pensavo che dovendo scrivere a te la cosa più sensata da fare è puntare al tempo. Per fare ancora più cose e continuare a girare come una trottola inarrestabile o come un frullatore impazzito?

No, caro Babbo Natale, quello che ti chiedo quest’anno è il tempo autogestito, la possibilità di decidere delle mie giornate. Perché quello che spesso mi stritola è l’impegno di un’ora ics per fare una certa cosa, l’orario di arrivo, quello di partenza, l’orario di una scuola che si apre e di un cancello che si rispalanca per l’uscita dei figli, e il tempo delle lezioni, dello sport, un tempo per cene e colazioni e pranzi e per feste a tema, ovviamente il tempo per lavorare, riunirsi, decidere e produrre, il tempo per riordinare casa e fare tutto il resto. Mi pare che ci sia qualcuno che decide per me quando-devo-fare-che-cosa.

Se invece tu riuscissi a regalarmi la sedia da regista, quella con la scritta sullo schienale, forse potrei imparare a gestire il mio tempo e con quel privilegio scegliere quando fare questo o quello o quell’altro.

Che dici, Babbo Natale, esiste una sedia magica che mi faccia diventare regista del mio tempo? Non sono stata a cercarla nei negozi, ho preferito rivolgermi direttamente a te che da sempre sei il confidente dei miei sogni e da qualche tempo conservi anche i “vorrei” dei tre Plonerini.

Pensaci… vedi che puoi fare…

Sono convinta che una MML non abbia bisogno di altre tre o quattro ore al giorno altrimenti, rischierebbe il collasso. Piuttosto, le donne che tengono famiglia e professione, che hanno passioni da coltivare e desideri da realizzare, vorrebbero poter decidere e scegliere un po’ di più. Perché la mente e il cuore, se lasciati un po’ più liberi, si muovono meglio e producono idee, fantasie e sentimenti.

Mi sembrano regali stupendi. Che fai, Babbo Natale, vedi di accontentarmi?

Intanto, aiutami a dire buon Natale a tutte le MML che seguono il blog, ma anche ai babbi che passano di qui, a tutti quelli che si fermano per dare un’occhiatina. Mentre a coloro che invece del tempo si aspettano altre attenzioni, fa’ in modo che non restino senza gioie.

Buon, buon, buon Natale! A tutti.

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