Quando il diario di scuola fa divertire madri e figli

Plonerino medio sta studiando alla scrivania ed è seduto sulla sua bella poltroncina con lo schienale alto e le ruote per spostarsi meglio.

“Posso dare un’occhiata al tuo diario?” chiedo ammiccando al libricino giallo che spunta da fogli e quaderni sparsi per il tavolo.

“Vai, apri” sintetizza lui. E’ ancora a testa bassa ma scorgo l’angolo della bocca e l’abbozzo di un sorriso…

No, care plonerine, non è che il ragazzino adori le mie incursioni nelle sue faccende. Ma è che quando cominciamo a sfogliare il diario e a leggere le battute esilaranti che contiene, passiamo i nostri dieci minuti a ridere, a divertirci, anche a prenderci un po’ in giro.

Lo trovo un bel momento da condividere con Plonerino medio e anche un’ottima occasione per spezzare lo studio pomeridiano.

“Guarda questa, mamma: ho più vestiti sulla sedia che nell’armadio, forse dovrei metterli a posto… Ok, butto la sedia nell’armadio”.

Tutti e due a ridere e poi io: “Cos’è? Una sedia che conosci?”.

“Ahahaha”, lui.

“Leggi quest’altra, mamma: Se il tuo Q.I. equivalesse al numero di selfie che ti fai ogni giorno, saresti il nuovo Einstein”.

Okay, questo diario è fatto proprio per i ragazzini, ma un po’ anche per le mamme quando non hanno voglia di fare le mamme.

Intanto che ci divertiamo a sfogliare le pagine e a leggere le battute qua e là eccone un’altra: “Quel tragico momento in cui torni a casa e scopri che qualcuno ha mangiato il cibo a cui hai pensato tutto il giorno”.

Plonerino medio è un divoratore di latte e cereali, mi pare di vederlo quando si precipita nella dispensa per afferrare il contenitore dei cereali misti e scopre che i fratelli si sono fatti fuori i quadrotti di mais ripieni di cioccolata o i petali di riso al cacao.

I diari che contengono citazioni ironiche, mini dialoghi sui momenti imbarazzanti, frasi esilaranti, gaffes imperdonabili,  contengono in realtà un prezioso punto di vista: quello dei nostri figli. A me piace riderci insieme.

E questa volta abbiamo deciso di finire alla grande!

Dal diario TML - sui calzini

Più o meno a metà diario c’è l’immagine dei calzini infilati nel pigiama (la foto che pubblico qui e in apertura di post) e dice così: “Il pigiama nei calzini, d’inverno. Patrimonio indiscusso dell’umanità”.

Ci siamo guardati, Plonerino medio mi ha strizzato l’occhio e come due fulmini ci siamo ritrovati nella zona-notte a frugare nei cassetti.

“Dove sono i calzini di spugna, quelli bianchi?” ha gridato lui.

“Sono nella cassettiera dei pigiami, insieme ai miei” ho risposto.

Pochi minuti dopo avevamo tutti e due il pigiama infilato nei calzini e un bel sorriso in faccia.

Ho ripreso il mio ruolo di mamma che dà un’occhiata ai compiti del figlio, lui è tornato a sedersi alla scrivania.

Ecco perché i diari di scuola non sono solo cose serie che riportano i compiti del giorno dopo o quadernetti segreti con le battutacce dei compagni.

I diari di scuola sono anche una bella piazza dove incontrare i nostri giovanissimi figli.

 

La foto in apertura e dentro al post è stata scattata a una pagina del diario TML – Tua madre è leggenda qui trovate la pagina Facebook di Tml

 

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Mrs. Plonery Written by:

4 Comments

  1. 24 gennaio 2017
    Reply

    Felice di avervi strappato più di un sorriso con il nostro diario.
    P.S. Vi sono piaciuti i miei calzini? :)
    Un abbraccio,
    Key di TML

    • 25 gennaio 2017
      Reply

      Grazie Key, il tuo commento mi fa davvero piacere. E anche a Plonerino medio Col diario TML ci divertiamo assai e sappi che i tuoi calzini sono strafighi. Sai una cosa? C’è sempre un diario TML sulla scrivania di qualche Plonerino! Continua a farci sorridere. A presto

  2. 20 gennaio 2016
    Reply

    Delicato e simpatico modo per entrare in “connessione” con la giovane vita dei nostri figli. Bellissimo.

    • 20 gennaio 2016
      Reply

      Elisa, entrare in “connessione” con i figli a volte è facile come scalare una montagna dopo una bella distorsione alla caviglia! Però provare a farlo ridendoci su, magari come con il diario di scuola, in effetti è bellissimo. A presto!

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