Perché ci piace tanto fotografare i paesaggi? Le madri devono saperlo

 

Mi piace fotografare paesaggi in tutte le stagioni, i panorami in pieno giorno o al tramonto sono la mia passione. Se anche voi avete il clic facile quando il sole si tuffa nel mare o quando le colline sembrano tappeti colorati, vi sarà successo quello che è accaduto a me. Mi sono ritrovata con una cartella piena così di foto di mare e monti, pianure e colline, laghi e fiumi. Natura, insomma.

Non può essere solo per poterle rivedere in qualsiasi momento, mi sono detta sfogliando i file sul computer. I paesaggi belli, che siano verdi o con il mare, con alberi o rocce, penso che facciano stare bene. Anche solo in fotografia. Ho deciso di condividere la bellezza catturata in angoli sparsi un po’ dappertutto per una ragione di cuore, quello di una madre.

Non so come andrà tra un po’ di anni quando i figli se ne saranno andati a correre su strade nuove. Probabilmente potrò osservarli solo da lontano, proprio come si guarda il panorama o un bel paesaggio in lontananza. Non sentirò più l’affanno di una giornata zeppa di cose da fare, con i bambini da crescere e una vita che mi vuole pronta e scattante su tutti i fronti. Non avrò palloncini da gonfiare per le feste di compleanno né scarpini da calcio da asciugare. Non potrò ascoltare la campanella di fine-scuola appoggiata al muretto di recinzione con una mano sul telefonino a controllare quanti minuti posso ancora concedere ai miei figli prima di dover tornare al lavoro. Non ci saranno riunioni e colloqui a scuola da gestire perché tutti alla stessa ora e magari in scuole diverse. Non avrò gruppi whatsapp che mi avviseranno con decine di messaggi di uno scuolabus che non passa o di un libro sbadatamente lasciato fra le cose di chissà quale compagno. Non comprerò pantaloni, felpe e abiti nuovi a ogni cambio di stagione per quelle gambette che si allungano a vista d’occhio costringendomi a saltare di taglia in taglia ogni sei mesi. Non avrò occhi e orecchie rivolti su un figlio e sull’altro mentre devo anche lavorare o cucinare o farmi una doccia o tenere la bocca spalancata sulla poltrona del dentista.

Ma so che avrò davanti un panorama stupendo, costruito piano piano come farebbe un pittore. Sarà il mio paesaggio del cuore, quello più suggestivo, quello più intenso, quello che ti lascia senza fiato.

Mi piace pensare che in quei panorami un giorno sapremo scorgere le strade dei nostri figli. Saranno cresciuti, non li chiameremo più bambini né ragazzi, ma semplicemente figli. Perché l’anagrafe non sa un bel niente delle età del cuore: il tempo al massimo segna la misura delle scarpe, l’avvicendamento delle scuole di ogni ordine e grado, anche le taglie dei vestiti, ma mai potrà intervenire su quella parola che tutte noi ci portiamo dietro fin da quel giorno in cui abbiamo stretto con tenerezza il piccolo appena arrivato. Si chiama figlio, a tutte le età.

Ecco perché ho scelto di dedicare un po’ di spazio di questo blog alle immagini catturate da un occhio che sta guardando qualcosa con ammirazione. Cerco di mostrarvi paesaggi – e forse orizzonti – che mi colpiscono strada facendo. Troverete colline verdi, borghi dimenticati, laghi incastonati fra le montagne, alberi altissimi e cieli di tutti i colori. Sono le immagini che mi hanno colpita, panorami che voglio condividere con altre donne, altre mamme, con voi che passate da qui.

In queste giornate affannate e affannose alla costante ricerca di un equilibrio fra famiglia e lavoro, casa e scuola, giochi e sport, passioni negate e sogni ancora possibili, insomma nelle giornate di noi donne e madri e lavoratrici, mi piace pensare che un paesaggio, un cielo, una fetta di mare possano farci bene anche soltanto a guardarli.

Allora anche qui abbiamo bisogno di uno spazio-bellezza. Senza trucco né moda, è la bellezza della natura. E una madre sa di che cosa stiamo parlando.

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Mrs. Plonery Written by:

2 Comments

  1. 17 ottobre 2016
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    Meraviglioso..
    So di cosa stai parlando.

    Un abbraccio
    Grazie della riflessione e condivisione.

    • 17 ottobre 2016
      Reply

      Grazie, Elisa! Una riflessione sulle madri che amano “fermare” i paesaggi spero che sia spunto per molte di noi che vedono crescere davanti gli occhi scenari meravigliosi. Ti abbraccio

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