Per farsi ascoltare dai figli e arginare le bizze servono fermezza e baci, regole e tenerezze

Bizze dei bambini? Richieste di comprare l’ennesimo giocattolo o paio di scarpe? Continuate a ripetere di riordinare la stanza ma nessuno vi ascolta? A tavola si sta seduti ma anche no? I compiti e ancora… i compiti?

Sono argomenti familiari, lo so… Vi sentite rivolgere le solite suppliche o richieste o tentativi di persuasione e non sapete più come uscirne?

Mamme?! Siate tignose!

Babbi?! Siate tignosi pure voi!

Ebbene sì, tignose e tignosi, ho detto. Vi spiego alla svelta che cosa vuol dire…

Dalle mie parti se qualcuno ti apostrofa in questo modo – “Però, sei tignosa eh!” – vuol dire che ti sta dando della testarda, caparbia, irriducibile. Insomma, cocciuta. Ma lo fa in modo positivo, costruttivo direi. Si dice tignoso a chi insegue un obiettivo e non lo molla finché lo raggiunge; a chi persevera nonostante le difficoltà; a chi non si arrende di fronte a qualche “no”; a chi non cede alle richieste insistenti di chi ha intorno.

Che c’azzecca la tigna con le MML (madri-mogli-lavoratrici)? Oppure con i babbi?

Oggi vi parlo di quanto la tigna possa aiutare nella gestione di certe questioni tra genitori e figli. Credo che valga quasi sempre, con figli piccoli ma anche grandicelli e pure con quelli cresciuti assai.

Lo sapete, vero, che siamo all’avvio di una nuova stagione di impegni di tutti i generi?

Spunti di sopravvivenza, questo serve a tutti noi. Qualche ideuzza per provare a non lasciarsi beatamente travolgere dalla vita affannata e affannosa di MML e babbi pure super impegnati.

Dicevamo… Bizze dei bambini? Non ne vogliono sapere di stare a tavola finché il pasto di tutti si è concluso? Chiedono e pretendono quel certo giocattolino mentre siete al supermercato col carrello strapieno come se doveste alimentare un reggimento? Oppure si ostinano a non mollare il controller della play station anche se li avete pregati di farlo fino allo sfinimento? Magari è il momento che riordinino la loro cameretta ma le vostre parole sono state assorbite dal boato di un tornado e nessuno in casa le ha udite? Far riprendere in mano quel certo quaderno per i compiti vi pare peggio di un’arrampicata sull’Etna?

Bene. Siate tignosi!

Proviamo a scendere nella pratica con qualche consiglio che ciascuno potrà adeguare alla propria situazione e a seconda dell’età dei figli. Basta tenere conto che la tigna è il concetto base che qualche volta può aiutare noi adulti. Tuttavia ricordate: deve trattarsi sempre di tigna positiva, costruttiva. Niente barricate, per carità, solo qualcosa di po-si-ti-vo!

Ah, a proposito. Anche i Plonerini sanno questa storia della tigna e qualche volta li ho beccati tra loro a dirsi sottovoce: “Però… s’è intignata eh!”.

Dunque, torniamo a noi. Consigli, dicevo, anzi più che consigli direi ganci per il galleggiamento, appunti di sopravvivenza.

Non perdetevi in troppe spiegazioni e giri di parole:

dite chiaramente quello che dovete dire e l’obiettivo da raggiungere (le scarpe si ripongono nella scarpiera, i giochi da spiaggia si radunano nella reticella a fine giornata, il tempo per giocare al gioco elettronico finisce fra dieci minuti, andiamo in edicola ma non è oggi che possiamo comprare i giocattoli e i tatuaggi).

Mettete in conto che vi troverete di fronte falsi sordi e campioni d’indifferenza.

Non mollate: perseguite il vostro obiettivo con serenità ma con determinazione.

Si tratterà di ripetere quello che avete già detto, con pacatezza e magari con una punta d’ironia. Ma non cedete (oggi non possiamo comprare il giocattolo che ti piace tanto ma potremo farlo per esempio… sabato prossimo; sei uscito ieri in gelateria con gli amici e potrai tornarci ancora, magari domani o dopo, intanto fate un giro di messaggini per accordarvi; e via così).

 

Cuore puzzle

Considerate qualche piccolo fallimento come tappe necessarie al conseguimento dell’obiettivo.

I figli proveranno a ignorarvi, poi insisteranno con quella certa richiesta, magari ci proveranno con qualche bizza. Bene, andate avanti. Ricordate… tigna!

Mica vorrete tutto e subito? Cercate di apprezzare ogni passettino in avanti, magari una bizza un po’ più breve del solito, oppure un “lavoretto” portato a termine in un tempo un po’ meno infinito del consueto. Insomma, dovete mettere tigna anche nell’avere pazienza. Anzi, sappiate che anche questo stupirà i figli e innescherà in qualche modo il meccanismo dell’azione!

Un ultimo consiglio:

Non rimandate,

magari perché avete da fare, perché il sugo sul fuoco si attacca, perché dovete tendere i panni della ventesima lavatrice della giornata, perché il telefonino non smette di squillare. No, cercate di non rimandare e impegnatevi a chiedere e dare ai figli quello che il momento richiede. Tigna, cari miei, serve tigna anche per smetterla di perdersi tra mille distrazioni. E dedicarsi finalmente a loro con due occhi, un paio di orecchie, la mente concentrata e il cuore battente.

Che dite? Vi pare che un po’ di tigna messa qua e là possa servire per affrontare la nuova stagione e tutto quello che seguirà?

Care MML, cari babbi, cari tutti che passate da questo blog: il mio augurio è di una ripartenza sempre alla massima velocità ma anche con la massima soddisfazione. E con molti sorrisi 😃

Forzaaaaaa!

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Mrs. Plonery Written by:

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