La sincerità dei bambini arricchisce i genitori

La sincerità dei bambini ci costringe a fare i conti con la nostra ipocrisia, di noi adulti intendo. E ci arricchisce.

Non vi sembri un’affermazione azzardata.

Quante volte, di fronte a un figlio che ha appena indicato qualcuno etichettandolo a voce alta per quel che si vede (guarda com’è grasso, guarda che denti sporchi, guarda com’è brutto con quel cappotto, guarda quella macchina com’è vecchia, senti come puzza), noi mamme e babbi ci affrettiamo ad arrossire dicendo no, via, ma fai piano, non ti far sentire! E metti giù quel dito, non indicare!

Certo, direte subito, il rispetto delle persone e delle cose dobbiamo insegnare ai nostri figli. Ovviamente sì, il rispetto è alla base dell’educazione che cerchiamo di trasmettere e qualsiasi frase che può risultare anche poco poco offensiva va stoppata con argomentazione immediata.

Quante volte siamo state strangolate dall’imbarazzo quando il figlio, appena messo piede in casa di qualcuno che magari ci ha invitati, non esita a commentare ad alta voce: ma che odoraccio che c’è qui dentro!

Oppure di fronte ai tentativi di fargli fare una certa cosa, il piccolo sta ad ascoltare tutte le giustificazioni e gli imbellettamenti degli adulti e poi spara: qui non ci vengo più! Questo posto non mi piace proprio! Questo (una certa cosa qualsiasi) non è per niente divertente!

Bene. Se siete madri – o padri – una roba del genere dev’esservi capitata per forza almeno una volta nella vita. Oppure significa che avete un figlio o una figlia di pochi mesi che ancora non è in grado di articolare frasi intere e giudizi perentori. Ma abbiate fede, capiterà presto anche a voi.
Bene. In tutti quei casi, cosa pensiamo noi adulti? Desideriamo di poter immediatamente scavare quella bella buchetta in cui sparire senza doverci scusare, spiegare, imbarazzare, arrossire e via così.
Attenzione, però, a non trascurare o ignorare l’uscita sincera di un bambino che vuole esprimere una propria emozione, magari un disagio.

L’altro giorno succede questo. La bimba di sette anni va per la prima volta dal dentista accompagnata dalla madre.

Un sacco di discorsi preparatori, un bel po’ di promesse di un regalino che se stai brava ti prendo questo e quello, anche la dentista avvezza ai pazienti-bambini si spertica con i complimenti ai dentini, gli apprezzamenti al bel visino con i denti nuovi, e poi avanti con spiegazioni sull’attrezzatura da dentista, e la poltrona che va su e giù. Insomma, sia a casa che nello studio tutti si danno da fare perché per Martina la prima volta dal dentista risulti un’esperienza positiva e serena.

MP con bambini che dipingo sul muro-schiarita

Una volta conclusa la visita, il medico mostra a Martina una parete dove sono appesi tanti disegni di altri bambini già passati da lì. E insieme si mettono a leggere i commenti e le dediche entusiaste dei piccoli:

Alla dentista più brava del mondo

Alla mia dentista preferita

La poltrona di questa dentista è comodissima

E via così, con disegni di bambini pieni di sole, palloni, prati verdi e cieli azzurri.

Cosa fa la nostra Martina, invece? Si mette al tavolinetto con carta e pennarelli, disegna una casetta piccola e monocolore, ci mette accanto una bambina con le gambe in movimento all’imbocco di una stradina che si perde nel bosco. Sopra, al posto del cielo, una scritta a pennarello azzurro: “In questo posto io non ci vengo più. Martina”.

Ha preso il disegno e lo ha mostrato alla mamma che è rimasta senza parole.

Insieme sono tornate davanti alla dentista e Martina ha consegnato il suo capolavoro. Qualche sorriso, una smorfia, un paio di grazie ma che bello e poi i saluti.

La madre prima ha digerito l’imbarazzo e poi ha chiesto alle amiche: ma la sincerità dei bambini serve anche a noi grandi?

Certo che sì, mie care MML (madri-mogli-lavoratrici) che seguite il blog e che avete i figli sparsi ovunque, di età varie e un po’ maschi e un po’ femmine.

La sincerità dei bambini non deve imbarazzare ma va raccolta per riflettere e imparare. Serve a ricordarci che non dobbiamo avere paura di esternare le nostre emozioni, le nostre sensazioni. Certo, con il rispetto delle persone e delle cose, con la sensibilità al massimo per non offendere nessuno.

Ma prendiamo l’essenza dell’insegnamento che ci ha dato Martina: la sincerità non è disarmante, è un momento di crescita. Ed è ancora più preziosa se si è adulti un po’ distratti tanto da aver dimentichiamo di essere noi stessi.

Ricordiamo che il nostro sentire più profondo troppo spesso viene mascherato da convenzioni, apparenze, timori, reticenze.

Allora facciamo un esercizio di spontaneità, proviamo a guardarci da fuori, dritti con gli occhi nei nostri occhi. Cos’è che volevamo dire?
Potremmo scoprire che sincerità fa anche rima con serenità e voglia di scambiare un pezzettino di noi con chi ci sta accanto. E’ un risultato prezioso. E un esercizio da ripetere spesso.

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Mrs. Plonery Written by:

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