La lavasciuga accomoda la coppia. E i vestiti non c’entrano

La teoria della lavasciuga applicata alla coppia, a una storia d’amore.

Siamo mamme che lavorano, certo, ma anche mogli o compagne o fidanzate? Bene.

Magari è un periodo in cui qualcosa non va per il verso giusto?

C’è qualche problemino di natura varia e non importa che siano rogne di coppia? Difficoltà piovute all’improvviso?

Siete a terra ma più spesso siete sotto terra?

Via, forza, vi serve un aiuto. E’ il momento di applicare la teoria della lavasciuga.

Vi propongo di risolvere qualche rognetta con un bel bucato? Con un pieno nella lavatrice? Ma no, mamme e babbi, ma no MML (madri-moglie-lavoratrici) che vi affannate tutti il giorno tra famiglia e lavoro. Quando il momento si fa duro, vi sentite schiacciati dagli impegni e doveri quotidiani e in più nessuno vi ascolta, nessuno vi aiuta, nessuno ha una soluzione a portata di mano?

Potete trovare un gancio più vicino di quanto pensiate.

Sentite questa. E’ la teoria della lavasciuga.

Che ci combina un elettrodomestico che lava e asciuga con una storia a due? Molto.

Chiariamoci intanto: non parliamo di panni da lavare e asciugare, ma di rapporti a due. Vi do uno spunto di ragionamento, un sistema di pensiero che spero vi aiuti a chiarire alcune dinamiche di coppia.

Se ci troviamo in un momento difficile.

L’ipotesi è che ci si può trovare in un momento difficile, perché magari il lavoro non va, oppure abbiamo qualche problemino di varia natura che riguarda un familiare, o semplicemente ci sentiamo a terra o anche sotto terra.

Che si fa in questi casi? Beh, la prima cosa che può venirci in mente è di andare a sfogarsi da qualche parte, con qualcuno che può comprendere, che sa ascoltare, che ci rimette in carreggiata con un consiglio.

La teoria della lavasciuga.

Attenzione, qui entra in gioco la teoria della lavasciuga.

Ne parlavo l’altro giorno con UoVo.

– Hai presente la lavasciuga che abbiamo in lavanderia?

Mi ha guardato come si guarda il lavello pieno di piatti sporchi. UoVo non è esattamente un fanatico delle cose dei panni, è uno che vorrebbe vederli sciogliere come bucce di mela nel sacchetto per l’umido.

– E’ interessante, stammi a sentire.

Si è messo comodo sul divano con le gambe distese. Attenzione, prestate attenzione: posizione di ascolto rilassato.

Allora ho spiegato la mia teoria. Nella lavasciuga si possono infilare panni sporchi di tutti i generi, bianchi, colorati, maglioncini, pantaloni, gonne. Anche l’intimo. Tutto.

Si chiude l’oblò e si schiacciano un paio di tasti. Dopo un giro di manopola, la macchina emette un bip per dire che è pronta, ha fatto quello che ci serviva. Il nostro bucato è pulito, profumato e perfino asciutto. Pronto per essere indossato o riposto.

In una coppia è fondamentale avere un partner lavasciuga, dove si può scaricare tutta la sporcizia che abbiamo dentro e quello riceve, accoglie, prende e ci rende qualcosa che è piacevole da provare, da tenere addosso.

Essere ascoltati ci rassicura, potersi sfogare ci fa sentire più leggeri, condividere un pensiero pesante o un’esperienza che ha lasciato il segno ci dà energia positiva.

La lavasciuga è uno spazio mentale e affettivo.

Il partner lavasciuga è uno spazio mentale, affettivo e fisico dove poter lavare i nostri strati più profondi, più intimi. E’ affidare all’altro o all’altra i turbamenti di una giornata, le incrostazioni di una vita, le paure di un periodo.

Come per tutte le teorie, anche quella della lavasciuga ha bisogno di una dimostrazione per verificare che quello che si è pensato possa trovare un’applicazione pratica.

Cosa serve per farlo? Per dimostra che in pratica può funzionare?

Gli ingredienti sono: fiducia l’uno nell’altra, ascolto rilassato e attivo, consapevolezza che tenersi tutto dentro serve solo ad allontanarsi.

– Non avevo mai pensato di essere paragonato a una lavasciuga, ha commentato UoVo

– Ti sembra riduttivo? Pensi che sia poco?

– No, no non è poco. E’ una teoria originale, comunque

(non mi è sembrato molto convinto, dico la verità, però forse ci ha riflettuto)

Io parlo, tu mi ascolti.

Un percorso di consapevolezza si fa anche attraverso la comunicazione a senso unico: io ti dico, tu mi ascolti. E quello che riesci a rendermi è una dose di benessere.

Non dimentichiamo che procedere avendo ben chiaro che cosa ci turba o ci fa stare male e poterlo depositare nel nostro oblò preferito (il partner lavasciuga) consente di ritrovare la direzione nelle giornate di smarrimento, di vivere in armonia le nostre emozioni e i nostri sentimenti.

Sapere che stiamo mettendo i nostri problemucci al trattamento pulizia può solo farci stare bene.

Quale risultato posso ottenere?

Quali sono, allora, i panni pronti che ci aspettiamo di togliere dall’oblò alla fine del ciclo lavasciuga?

Consigli, tenerezze, riflessioni, abbracci, dialogo, comprensione, ascolto.

Forza, è una teoria da applicare il prima possibile. La consiglio alle MML (madri-mogli-lavoratrici) ma anche ai babbi, a tutti! E se noi stiamo meglio, anche i figli saranno più contenti.

 

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