Impegni quotidiani tra famiglia e ufficio, quando la donna che lavora sogna le isole Cayman

Elasticità, brillantezza, capacità di ripresa e adattabilità per prestazioni al top. State pensando al motore di un’ottima auto? Macché, stiamo parlando della testa di una donna MML (madre-moglie-lavoratrice). Ne sono consapevole da molto tempo ma questo è un periodo super-impegnato e alla ripresa di una settimana con il suo Tutto – scuola, sport, riunioni, orari di lavoro, virus e influenze, routine-con-cui-convivere-fin-a-chissà-quando – è come rivedere la situazione con un certo distacco, come una nuova prima volta.

Stamani quando è suonata la sveglia ho visto proprio davanti a me, di fianco al lampadario che pende sul mio letto, l’immagine del mare color smeraldo, la spiaggia bianca con una palma gigante piegata verso l’orizzonte, una linea netta e azzurra come se un pittore l’avesse definita con il pennello. “Le Isole Cayman!” devo aver esclamato nel silenzio della stanza.

Ho aperto gli occhi, mi sono voltata e ho visto dall’altra parte il letto vuoto, UoVo è già al lavoro. Non c’è voluto molto a capire che delle Cayman intorno a me non c’era un bel niente.

Ho preso la mia giornata con forza tra le mani: sveglia dei Tre Plonerini, a distanza di venti minuti l’uno dall’altro. Tazze della colazione schierate sul piano della cucina insieme a cereali di quattro varietà, perché al grande non piace il riso soffiato, al medio non va il muesli, il piccolo detesta i filetti integrali. Dopo vari movimenti delle mani da candidatura al premio Prestigiatore dell’anno, latte due caldi e uno freddo, cacao uno sì e due no, biscotti col buco per tutti i tre e una fetta biscottata ciascuno ma ovviamente con marmellate di gusto diverso, ecco dopo tutto ciò scatta come ogni mattina il conto alla rovescia.

Perché tra alcuni ma non molti minuti dovremo essere usciti tutti, i Tre Plonerini e anche io, ciascuno con scarpe e non ciabatte ai piedi, indossando abiti da giorno e non pigiami da notte, più o meno attrezzati fra zaini, merende, cartelline, cartellette, borse e superbag varie.

Appeso

E vai con bus e scuolabus e infine via come una scheggia verso il lavoro. Eh, già… Quante ore mi si parano davanti prima di rivedere quel lampadario di cui vi dicevo poco fa, quello che mi aveva fatto sognare il mare color smeraldo? La prova di equilibrio di una madre che lavora comincia al suono della sveglia e termina molte ore dopo – quasi ventiquattro – quando spegne la luce della camera.

Aaah, il lampadario di camera… quello che all’improvviso mi ha regalato un flash stupendo.

Sarà stato un messaggio in codice del mio sub-subbissimo-inconscio: è la sveglia e devi metterti a correre anche oggi. Puoi farcela ma se hai paura di soccombere puoi sempre scegliere la via delle isole Cayman.

E voi, lettrici del blog, come aprite gli occhi la mattina? Qual è il primo pensiero dopo il suono della sveglia? E come affrontate l’uscita di casa ora che siamo nel bel mezzo dell’anno scolastico dei figli, lo sport dei figli, le riunioni per le attività dei figli, gli appuntamenti con il controllo medico dei figli, le code per il rilascio dei certificati dei figli e via figliettando?

Commentate se vi va, tenendo a mente il PloneryPensiero: scambiando due chiacchiere fra donne che lavorano, raccontandosi l’una all’altra la varia quotidianità, forse raccogliamo qualche consiglio e magari riusciamo a sentirci meno pressate dalle settemilatrecentoquattordici cose che abbiamo in programma di fare in una giornata.

Forza, fatevi vive. Andate anche a vedere la pagina facebook di Mrs. Plonery dove possiamo incontrare molte altre mamme, condividere consigli e battute ironiche. E se vi va, lasciate un “mi piace” alla Pagina Fb di questo blog così allarghiamo il giro :)

 

Qui per la mia Newsletter. Iscriviti!

Commenti recenti

Categorie

Articoli recenti

Argomenti

Per registrarsi al blog o per ricevere feed rss

Mrs. Plonery Written by:

Be First to Comment

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *