Il rientro al lavoro dopo le vacanze estive

Il rientro al lavoro dopo le vacanze estive è uno di quei momenti in cui vorrei dire ai miei figli non voglio uscire di casa, stamani, per restare qui con voi. E pure domani e dopodomani. Ecchissenefrega di tutto il resto.

Vorrei dire ai miei Tre che mi mancano i risvegli teneri accarezzandoli nei loro letti, le colazioni all’aperto con la tavola piena di dolci come piace a noi, e le pance scoperte e la pelle abbronzata, e gli occhi che s’ingrandiscono piano piano, con la luce di una giornata d’estate.

Lasciare la giornata estiva che non ha orari e riprendere quella lavorativa con i tempi del “devo” e “ora” provoca un piccolo grande sussulto nella testa e nel cuore di una mamma. E probabilmente anche dei figli.

Rientrando a casa, dopo il primo giorno di lavoro, la prima cosa che ho detto, sbaciucchiandoli, è stata: “Mi siete mancati”. E così ho potuto sentirmi dire “ci sei mancata anche te” dalle voci dei più piccoli e vedere il sorriso imbarazzato del grande e il suo sguardo complice.

Ai figli è meglio non far pesare la nostra difficoltà a staccarci da loro ma credo che non faccia poi troppo male essere sincera e dire che allontanarsi dalla gioia delle vacanze, dalle giornate lente eppure piene di sorrisi e giochi e chiacchierate mi pesa un po’. Un bel po’.

Poi riprendo gli impegni professionali con gli abiti che non sono il costume e le ciabatte infradito e penso che anche nella difficoltà di un distacco come quello del rientro al lavoro possa starci un insegnamento, sia per la madre che per i figli.

E’ l’impegno massimo con cui portiamo avanti il nostro variegato mondo, fatto di grandi affetti, belle passioni e anche di faccende lavorative. Che pure a volte gratificano, consentono di provvedere ai bisogni della famiglia, danno un senso al nostro vivere nella società.

Questo pure voglio dire ai miei figli perché possano trattenere tutto, l’amore e l’impegno, la forza di un legame e la necessità di esistere anche a un po’ di distanza da loro. In altro ruolo, con altre persone, con priorità d’altra natura.

Vorrei dirvi, cari figli, che a volte pesa tenere insieme la vita di madre e quella di lavoratrice, che a volte sento un peso sullo stomaco perché mi pare di non riuscire a stare dietro a tutto. Invece vi guardo, rientrando a casa dal lavoro, e vi scopro pronti a riprendere da dove avevamo interrotto. Uno dopo l’altro, magari sovrastandovi con le voci, con i vostri “vorrei” che si rincorrono.

E poi a turno: mamma, ti devo dire una cosa…

Okay, si riparte!

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