Il mondo delle mamme visto da una fotografa che ha trasformato la passione in lavoro

Può una passione diventare un lavoro? Certo che può. Anche se si è mamma e moglie? Sì, anche se la giornata va divisa fra mille impegni, doveri, sacrifici, notti complicate e scuola da seguire, feste da organizzare, qualche malanno della piccola e tutto quello che una MML (madre-moglie-lavoratrice) conosce alla perfezione.

Mrs.Plonery ha incontrato Stefania Masi: mamma fotografa, 33 anni, vive sul Lago Maggiore. Da qualche anno ha fatto il grande salto: una macchina fotografica in mano, gli occhi sempre puntati sulla famiglia e sulla grande passione per il clic. Oggi lavora a tempo pieno ma non rinuncia alle grandi gioie della figlia che ha cinque anni. Ha un marito che la fa sentire a posto e tanta voglia di godersi le sue grandi creature: quella con due occhietti vispi e le immagini che nascono da un obbiettivo fotografico.

“La fotografia mi è sempre piaciuta e i matrimoni pure – racconta Stefania – ma è stato otto anni fa che ho conosciuto da vicino tutto quello che c’è dietro al wedding. Il tempo di fare un corso di approfondimento, l’entusiasmo inesauribile e via con il lancio dell’attività StePhoto. I primi tempi è andato tutto un po’ a rilento perché c’era la mia gravidanza da seguire, poi mi sono buttata a capofitto nel mondo della maternità di altre donne, ho cominciato a scattare mese dopo mese le pance che diventavano pancioni e avanti fino al bimbo in braccio. Sono arrivati i primi lavori, cominciavano a cercarmi per chiedermi immagini che immortalassero l’attesa dei loro bimbi e la crescita dei figli”.

Nel fantastico mondo della maternità Stefania si è specializzata con le foto ai neonati.

SteFoto one

“Immortalare i primi quindici giorni di vita di un bambino è insieme affascinante e anche una grande responsabilità – spiega Stefania che su internet si trova a www.stefoto.it – con un piccolino tra le mani, un tesoro di mamma e papà da rendere al meglio perché quelle immagini racconteranno per sempre i momenti più felici della vita in famiglia”.

La sessione ‘newborn’ che racconta Stefania si svolge nel suo studio ed ogni volta non c’è un tempo stabilito per lavorare o un metodo buono per tutti. “Penso a mettere i genitori a loro agio, lascio che il piccolino dorma tranquillo e comincio a scattare. Vedo madri commuoversi durante la sessione, altre impegnate ad allattare quando il neonato lo richiede, altre ancora stanchissime si lasciano andare al sonno sul divano dello studio. Non c’è solo tecnica dietro a questi servizi, serve sensibilità, si stabiliscono legami forti, ci sono emozioni da gestire, è tutto molto appagante. Anche come mamma, ho il privilegio di rivivere ogni volta la magia della mia maternità”.

Cara MML con il clic facile, ma ci sarà pure un punto debole nella tua organizzazione famiglia-lavoro?

Mi piace organizzare e quindi è una cosa che mi viene bene. Oddio, per dirla tutta non ricordo mai quello che mi dice di fare mio marito: una telefonata o un suo appuntamento, immancabilmente me lo scordo. Poi dico: non posso arrivare dappertutto, no? :)

Ma ci sarà stata una volta che hai detto non ce la farò mai?

Nella mia zona, sono stata la prima a fotografare gravidanze e neonati, e a specializzarmi in questo. Quando la cosa ha iniziato a prendere piede, mia figlia aveva poco meno di due anni, io due lavori e tante ore da investire in questo grande progetto. Sì, forse in quel momento, quando ero all’inizio l’ho pensato, ma la voglia di riuscirci e la passione erano talmente forti che non ho mollato.

Quanto spazio dedichi a svaghi e passioni?

La mia passione è il mio lavoro, quindi direi che gli dedico moltissimo tempo. Poi amo leggere e ascoltare musica, ma questo riesco a farlo poco. Come svago, anche se sono una pigra cronica, mi impongo di andare in palestra due volte a settimana, ne esco carica e rilassata. Adoro i telefilm che sistematicamente mi registro e mi guardo mentre pranzo a casa da sola.

Hai mai pensato di mollare il lavoro per riuscire a stare dietro alla famiglia?

Sinceramente no. In questi anni sono riuscita a fare tantissimo e non vorrei fermarmi, quindi non l’ho mai pensato. Adesso che me lo chiedi, diciamo che non considerando l’aspetto puramente economico direi che mi piacerebbe dedicarmi completamente alla famiglia. Poi però penso che una donna abbia bisogno di realizzarsi anche a livello personale, quindi credo che senza lavoro dopo poco impazzirei.

Il giorno più bello della settimana?

La domenica quando ci svegliamo tutti e tre nel lettone insieme e passiamo la giornata in casa nel completo relax. Se poi fuori piove, allora è fantastico.

Se sei qui su Mrs. Plonery è perché cerchi di stare in equilibrio come le funambole sulla corda. Cos’è che ti manca di più o cosa vorresti per sentirti meno impegnata?

Ebbene sì, qualche ora in più al giorno non mi dispiacerebbe! E per far fronte agli impegni sarebbe perfetta una segretaria che gestisse contatti e appuntamenti. Ma poi non sarebbe la stessa cosa, nel mio lavoro non delego mai, neanche le piccolezze.

Sul lavoro pesa essere anche madre o è un valore aggiunto?

Nel mio ambiente è un punto a favore: lavoro con le mamme e ci capiamo al volo e poi è sempre bello confrontarsi con le loro esperienze.

Coppia con pancia-SteFoto ok

Ti piacerebbe che tua figlia volesse fare la fotografa?

Sì, tantissimo! Mi piace l’idea di poterle lasciare una professione in un mondo lavorativo che oggi è difficile da affrontare. Ogni tanto lei mi imita, per gioco come fanno tutti i bimbi, però io fantastico sul giorno in cui forse lavoreremo insieme.

Ti sei mai sentita chiedere “ma chi te la tiene quando lavori?”

Ammetto di avere una squadra al mio fianco, suoceri, mamma, tutti mi danno una mano.

Sai che Mrs. Plonery è dalla parte delle mamme che lavorano: forza, dai un consiglio a quelle che si trovano in un periodo di difficoltà con la gestione del “tutto” di una donna.

Quando sento che sto per crollare, fisicamente o mentalmente, mi faccio dare una mano. Che sia pulire casa, oppure stirare. Mollate tutto per un giorno, ricaricatevi e ripartite. Se crollate voi, crolla tutto.

Quanto conta la collaborazione del marito nella corsa a ostacoli di una madre che lavora?

Tantissimo. Se non avessi l’appoggio e la collaborazione di mio marito potrei fare un terzo di quello che faccio. Lui è in grado di gestire la bambina al cento per cento. Anzi, no… al novantanove! Non riesce a legarle i capelli :)

Le foto di questa intervista sono di StePhoto-StefaniamasiPhotography

 

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