I sì e i no sul cioccolato Dieci cose da sapere per grandi e bambini

Tutto quello che è meglio sapere sul cioccolato. Ecco segreti e consigli per conoscerlo meglio e gustarlo in tranquillità. Proprio perché questi potrebbero essere giorni ad alto tasso di cacao, ho chiesto alla biologa nutrizionista amica del mio blog – Mariangela Morelli – un ping pong di domande e risposte. Per dirci in dieci battute i sì e i no del cioccolato.

In via generale, ci sarebbero due scuole di pensiero: quella che ritiene il cioccolato dannoso per la salute e quella che lo salva perché riuscirebbe ad alleggerire la mente e migliorare le difese del corpo. Ma invece di stare sulla via generale (:)), vediamo di farci dare delle dritte, di fare chiarezza con l’esperta.

Vi dico solo una cosa, care Plonerine, dimenticatevi le scorpacciate!

Capirai !! – direte – c’era bisogno di scomodare la nutrizionista… Ecchediamine, scherzavo… Forza, facciamo seriamente e leggiamo insieme il decalogo sulla cioccolata.

Via, da ora: dieci spunti di riflessione e altrettanti consigli.

Uno. Meglio fondente o al latte?

Senza dubbio fondente perché è più ricco di flavanoli, le molecole che conferiscono proprietà antiossidanti al cacao. In più, il latte presente nel cioccolato inibisce l’assorbimento di tali molecole.

Quadretti di cioccolata

Due. In quale momento della giornata è consigliabile consumare una barretta di cioccolata?

Sempre meglio in associazione ai pasti principali, pranzo e cena. Mai a stomaco vuoto e quindi a metà mattina o pomeriggio.

Tre. La quantità ideale per i bambini?

Possiamo passare ad un’altra domanda? Scherzo… le linee guida sono intransigenti: una volta a settimana 20-30 grammi.

Quattro. E’ vero che il cioccolato aiuta a contrastare alcune patologie?

Sì, soprattutto ha effetto protettivo sulle malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete, ha effetto anti-infiammatorio e anti-trombotico.

Cinque. Primissima infanzia: da quando si può proporre la cioccolata ai piccoli?

Almeno dopo l’anno di età, con moderazione.

Sei. Intolleranze: un consumo eccessivo di cioccolata può scatenare intolleranze e allergie?

No, se non si è predisposti geneticamente (cosa assai rara, più comune verso le nocciole).

Sette. Cioccolata e sport, è una bella accoppiata?

Perché no? Durante l’attività fisica, oppure immediatamente dopo può aiutare a mantenere la glicemia a certi livelli e a ripristinare le scorte di glicogeno muscolare.

Otto. Se si è sovrappeso, meglio dimenticare per sempre la cioccolata?

No, non per sempre. Niente deve essere dimenticato per sempre. Anzi, viste le notevoli caratteristiche positive, anche le persone con qualche problema di peso possono mangiarne… con moderazione e come ho detto prima, sempre abbinate ai pasti principali.

Nove. Perché mangiarne dà la cosiddetta “cioccolato dipendenza”?

Vi consiglio di leggere un bellissimo libro a riguardo, “Drogati di Cibo”, scritto da Piccinini, noto psichiatra di Pisa. Il consumo di cioccolato determina il rilascio delle endorfine, gli ormoni della gratificazione. Il nostro cervello si abitua facilmente a questi ormoni e puntualmente ci manda segnali (“quella voglia di….”) per essere stimolato con le endorfine. La cosa brutta è che il meccanismo crea una vera dipendenza: da un pezzo di cioccolato ogni tanto, si passa ad un pezzo tutti i giorni, fino ad arrivare a numerosi pezzi tutti i giorni.

Dieci. Nelle giornate “no” è sensato consolarsi con la cioccolata?

Visto la dipendenza che crea (alla prossima giornata “no” saremmo costretti a ricercare il cioccolato), nelle giornate “no” ha più senso farsi coccolare da altro: una bella passeggiata con un amico al mare, fare e-shopping o qualsiasi attività che gratifichi e che non dia una dipendenza che da definizione è sempre contraria ad un buono stato di salute.

La chiacchierata con la dottoressa Mariangela Morelli è di quelle che distendono. Come al solito, riesce ad essere chiara ma senza eccessivo rigore per dare anche qualche “contentino” a chi come me francamente qualche sogno a base di cioccolata se lo fa, direi da sempre.

Intanto, in questi giorni, intorno ai tre Plonerini circolano strane forme e personaggi tutti rigorosamente di cioccolata. I Tre sono così sadici da tenere in bella mostra sul mobile del soggiorno tutto quel ben di dio. Stanno aspettando il giorno dell’abbuffata, lo so.

Dunque, vediamo… devo rileggere subito il decalogo che ho appena scritto!

Mariangela Morelli testina dottoressa

Chi è la nutrizionista che compare in questo post:

Mariangela Morelli svolge la professione di biologa nutrizionista e si occupa principalmente di “ri-“educazione alimentare per il conseguimento di una sana e corretta alimentazione. Specializzanda in scienza dell’alimentazione all’università di Milano. E’ sposata e madre di due figli. Questo il sito internet e se volete potete leggere l’intervista a Mariangela postata su questo blog.

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