I bambini vanno in gita scolastica e le mamme si lasciano cullare dall’ansia: ma il tuo ha dormito?

Bambini delle elementari tornano a casa dalla gita scolastica: capelli arruffati e un po’ appiccicosi, lo zainetto a spalle, i pantaloni con segni verdastri all’altezza delle ginocchia, i sorrisi da orecchio a orecchio. Tutte le MML (madri-mogli-lavoratrici) sanno bene che si fanno doppie capriole con triplo salto mortale pur di uscire dal lavoro in tempo per non perdersi l’arrivo dei figli di ritorno da una gita con i compagni di classe. E quando i bambini corrono e saltellano con gli occhi stanchi ma strafelici, il cuore di una MML si scioglie come il burro dimenticato in macchina nella busta della spesa.

Sorrisi gonfi di soddisfazione da scambiare con molti genitori riuniti davanti alla scuola a guardare coi nasi all’insù quel pullman gran turismo come se fosse un avvistamento interplanetario.

Questa la scena del ritorno, certo.

Ma vogliamo dire di quello che succede la mattina, quando i figli stanno per partire in gita scolastica? Lavagna di scuolaEh sì, genitori cari, l’ansia è insidiosa ma a volte sa farci ridere su noi poveri cristi che ci ritroviamo spalla a spalla a guardare i piccoli che per le prime volte spiccano voli extrafamiliari. Dai, giochiamo anche noi al “facciamo finta di…”.

Facciamo finta di essere un drone che sorvola il piazzale davanti alla scuola e registra le battute di tutti noi, mamme, babbi, nonni e parenti vari. Quando il pullman per la gita è già pronto con la portiera aperta per far salire i bambini, quando la classe è ancora dentro alla scuola per le ultime info delle maestre, là fuori ci sono mamme sull’orlo di una crisi di nervi. Forza, drone, raccontaci che cosa si dicono :)

Il tuo ha dormito?

Non ha chiuso occhio.

Cosa le hai dato da colazione? Sai, la mia vuole solo latte e biscotti ma stamani mi sono imposta, guai il latte!

Glielo hai messo un cambio nello zaino?

Certo! Una canotta, la maglia di cotone con le maniche lunghe, la felpa garzata col cappuccio e ho messo pure un k-way, Le scarpe, quelle no e se finisce in una pozzanghera… pace! Gliel’ho detto, se ti bagni le scarpe è l’ultima volta che vai in gita.

Non ho voluto trasmettergli l’ansia e allora ho scritto un biglietto a mia mamma e ho detto di fare lei tutte queste raccomandazioni: stai attaccato alla maestra, non ti fermare mai a guardare qualcosa, se hai sete non prendere l’acqua da nessuno che ce l’hai nello zainetto, se piove hai il giacchetto arancione ma se c’è il sole togliti anche la maglietta col dinosauro che ti fa sudare, attenzione alla polvere se andate nei musei lo sai che ti vengono gli starnuti.

Con mia figlia mi sono raccomandata, fatti pulire gli occhiali dalla maestra che per merenda ti ho messo la pizza e se ti tocchi le lenti con le mani unte poi non vedi nulla. Sai, lei mica pensa a pulirseli, figurati…

Scusate, ma vorrei sapere se tutte le maestre hanno l’elenco dei bambini. Ma chi li conta ogni volta che scendono dal pullman? Qualcuno ha verificato se hanno l’elenco completo con i numeri di telefono di tutti i genitori?

Qualcuno ha pensato a fare un gruppo whatsapp della gita? Ci mettiamo tutte le maestre così possiamo messaggiare durante la giornata. Ma che dite? Ci manderanno anche qualche foto?

Il mio odia il pullman, sono preoccupata… Figurati che sopporta solo la mia macchina, nemmeno quella di suo padre che è troppo alta e sulle curve scuote, e al limite sale volentieri sul treno perché sai là sopra si distrae, sta sempre incollato al finestrino.

Ma gli avete dato dei soldi?

Macché soldi, ho detto di stare incollato alla maestra e se ha bisogno che chieda a lei.

Hanno detto che va in gita anche la custode, con lei sono tranquilla perché è una donna attenta: ha gli occhi davanti e pure dietro. Perché con quella maestra nuova, mah mi pare tanto giovane. Non ha l’esperienza di una come noi…

Sentite, stamani prima di uscire di casa ha fatto una bizza che non vi dico perché voleva in tutti i modi le carte dei Pokemon. Ho detto no, non se ne parla nemmeno, poi le perdi e con tutto quello che costano. Ha pianto come una fontana, allora è intervenuto il babbo e ha detto va bene, portane tre o quattro, magari quelle che hai doppie così puoi scambiarle con i compagni e non rischi di perdere tutte le altre. Oh, mi sono arrabbiata anche con lui: possibile gliele dà sempre tutte vinte?!

Devo andare a lavorare e questo pullman non parte. Lo sapevo che stamani mi faceva fare tardi.

Sì, lo so, ma ho chiesto in ufficio di poter entrare più tardi perché tanto lo so che Mattia non parte tranquillo se non mi vede.

A un tratto la porta a vetri della scuola si spalanca, i bambini in fila per due sfilano ordinati accompagnati da maestre e custodi. Sorrisi, mani che fanno ciao, occhi luminosi. E via sul pullman. Che quando si chiude la portiera gli adulti impiegano due-secondi-due a riprogrammare i loro visi e a riprendere l’aplomb.

Via! E anche questa è fatta. Finalmente, posso andare a lavorare… Che vuoi che sia una gita… si divertono senza di noi, si divertono, sì! Buona giornata a tutti.

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Mrs. Plonery Written by:

2 Comments

  1. 31 maggio 2016
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    Come e’ vero cara Mrs. Plonery e ti diro’ che spesso e’ un atteggiamento tipico delle mamme italiane (me compresa ovviamente, anche se piano piano “sto mollando’ 😉 ) iper e super protettive….Che poi fondamentalmente i bambini in gita si divertono e sanno come comportarsi bene e come cavarsela anche senza di noi! E’ vero o no?

    Ti abbraccio
    xoxo
    Elisa

    • 1 giugno 2016
      Reply

      Eccome se è vero, Elisa. I bambini ce la fanno e le mamme un po’ meno… Anche se poi cerchiamo di darci un tono: “Meno male che se ne vanno una giornata!”. Anch’io ti abbraccio e grazie per il tuo esserci sempre.

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