Filastrocche e poesie per sviluppare il linguaggio e la memoria dei bambini

Filastrocche, rime e poesie sono fondamentali per sviluppare linguaggio, senso del ritmo e memoria dei bambini. E il Natale è uno dei momenti dell’anno che più si presta a questo tipo di esercizio.

A scuola c’è una poesia da imparare, alla materna quella breve filastrocca per dire quant’è magico il Natale, per i più grandicelli esercizi in rima che aiutano ad allargare il vocabolario.

Ne ho ritrovata una carinissima, che mia nonna mi aveva insegnato da piccola e che l’altro giorno ho riletto riprendendo in mano vecchie cose di Natale.

Ma non ci sono dentro Gesù Bambino né Babbo Natale e nemmeno le stelle. C’è la magia delle sorprese, dei doni che i bambini aspettano e che a noi mamme fanno allargare la bocca in sorriso.

Si tratta di una filastrocca dedicata a Santa Lucia, che specie nelle regioni del nord Italia viene festeggiata la notte tra il 12 e il 13 dicembre fin da quando i nobili veneziani – ai tempi della Serenissima – distribuivano regali ai bambini della città.

– Ti piacciono, vero, le filastrocche? ho chiesto a Plonerino piccolo

Lo sai, mamma, che mi piacciono!

– E se ne avessi una nuova pronta per te?

Vai, dimmela.

– Racconta di una signora che si chiama Santa Lucia e che in una notte lunghissima, la più lunga di tutto l’anno, se ne va in giro per le case dove ci sono bambini per portare qualche bella sorpresa

Vuoi dire che è una specie di Mamma Natale? ha domandato il piccoletto

– Mah, chissà… Posso dirti che è Santa Lucia e ha una bella storia che mi piace farti sentire

Non è che poi se prendo i regali da questa Lucia, Babbo Natale viene a saperlo e si offende? Ha chiesto Plonerino pensieroso

– Nooo, ma figurati! Stai tranquillo e ascolta… Soprattutto vedi d’impararla alla svelta che Santa Lucia sta per passare.

M’han detto che quest’oggi
la giornata sarà breve,
che magari farà brutto,
ci sarà pure la neve.
E’ per questo che al balcone
metteremo una candela
per far luce nella sera
e per farla meno nera.
Così quando sarà notte,
la più lunga che ci sia,
se sarò davvero bravo
passerà Santa Lucia

Okay, mamme e babbi. Ora vediamo qualche trucco per aiutare i bambini a memorizzare le filastrocche.

Primo. Leggiamogliela noi una volta scandendo bene sillabe e rime

Secondo. Se possibile, focalizziamoci su un termine per ogni riga e aiutiamo la memoria con il mimo (freddo, caldo, il verso di un animale, dormire, sorridere e via così con i nostri migliori versacci)

Terzo. Cominciamo da capo leggendo lentamente verso per verso e facciamo in modo che il bambino lo ripeta. E così procediamo, riga per riga

Quarto. Chiediamo al bambino di provarci passo passo da solo e all’occorrenza aiutiamolo solo con il mimo

Quinto. Vi state divertendo eh? E la filastrocca è imparata

 

E’ un modo simpatico per stare insieme, memorizzare poesie e filastrocche e anche per fare un figurone a scuola. A volte – specie se siamo vicini alla super mega luccicante e magica festa del Natale – serve a regalare doni. Come insegna la storiella legata a Santa Lucia.

Per tutte le MML (madri-mogli-lavoratrici). Anche quando arrivate stanche dal lavoro, quando rientrando a casa sognate ciabatte comode, cuffie insonorizzanti e litri d’acqua calda con tanta schiuma nella vasca da bagno… anche quelle sere lì, sfoderate il vostro miglior sorriso quando vostro figlio o figlia vi dirà: “Mamma, ti aspettavo per imparare la filastrocca che ha dato la maestra”.

Eh, mamme MML? Come la mettiamo?

Proviamo a rivolgerci a Santa Lucia o a qualche elfo natalizio oppure ci mettiamo comode sedute nella sua cameretta a fare mimi per memorizzare quei dolcissimi versi?

Forza, e buon divertimento!

P.S. Ecchessarammai se per una sera soltanto nella vostra vita non avrete subito il posto libero in bagno con la vasca già pronta 😉

 

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Mrs. Plonery Written by:

2 Comments

  1. 13 dicembre 2016
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    Che bella e come sempre un bel post e suggerimento!….Mrs. Plonery, sai che qui da noi “a testa in giù” si impara molto poco a memoria….la tecnologia ne fa da padrone….
    A volte mi chiedo dove porterà tutto questo e quanto, di “tanto e di tutto”, andrà perso. Sicuramente nuove abilita’ “tecno”, vengono e verrano sviluppate nei cervelli di molti bimbi che vivono nella parte fortunata di mondo, ma credo anche che imparare una poesia a memoria non abbia mai fatto male a nessuno….Poi sono quelle cose che si infilano li’, in quell’angolo di cervello dove con il tempo e’ bello ritornare…
    Un abbraccio e buone Feste
    xoxo
    Elisa

    • 13 dicembre 2016
      Reply

      La speranza è che la tecnologia non appiattisca la memoria nostra e dei nostri figli. Facile a dirsi… in questo mondo “fortunato” come lo chiami tu, quello di chi vive senza sentirsi continuamente minacciato dalle malefatte dei popoli di tutto il globo. Approfittiamo da genitori di tutto quello che i nostri figli ci invitano a imparare, anche a memoria come qualche poesia o la filastrocca di Santa Lucia. Grazie del tuo intervento e spero che sarai ancora presto con noi. Buone feste anche a te!

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