5 modi più 1 per rendere accogliente la lavanderia. E mentre stiri qualcuno ti racconta perfino una storia

Sapete qual è il lavoro inesauribile? Un impegno che non molla mai? Un’occupazione che può tenere compagnia per la vita eterna? I panni da stirare. Se fossero petrolio avremmo la certezza di una fonte energetica a durata infinita. Altro che sole: i panni da stirare non conoscono eclissi. Si rigenerano continuamente e sempre più forti. Nemmeno i virus in un’aula di scuola materna riescono a proliferare così bene come i panni in una cesta appoggiata sul tavolo da stiro.

Consoliamoci, anche le stiratrici di professione accumulano pile di panni

Perché ve ne parlo, che tanto è un’attività odiata dalla maggior parte di noi? Perché oggi credo di aver toccato il massimo dell’assurdo. Sono andata in lavanderia a ritirare giacche, piumini e cappotti che ormai i capi da mezza stagione hanno i giorni contati. Mentre caricavo in macchina una pila alta così di giacconi e affini di tutte le misure, mi sono trovata a chiacchierare con la titolare del negozio, una tizia che conosco da tempo, ha due figli che sono ragazzini.

Sapete su quale argomento è andata a parare? Ebbene sì, mamme care, i panni da stirare. Ma mica quelli del (suo) lavoro, la roba della lavanderia. Naaaaa, parlava dei panni lasciati a casa (sua) ancora da stirare.

“Finisce che qui in negozio ho talmente tanto da fare che trascuro proprio i panni miei, marito e figli compresi”.

Subito ho provato soddisfazione, quel senso di vicinanza quando scopri che il tuo problema è anche il problema di qualcun’altra. Ho visualizzato chiaramente le pile di miei panni, quelli che riposano sarcastici nella cesta di vimini o che sono stati gettati alla rinfusa nel contenitore di plastica perché stava cominciando a piovere. Ho davanti agli occhi quelle due paia di pantaloni con le tasche dappertutto che ogni giorno guardo affranta e rimando a domani.

Non ci credevo: la tipa della lavanderia si stava lamentando con me dei panni di famiglia da stirare, e dei portabiancheria in casa che non si svuotano mai. Un po’ sono stata a sentirla e ho cercato di condividere pure la mia disperazione verso un lavoro che – diciamolo chiaramente una volta per tutte – non conosce crisi né flessioni.

Anche per le incombenze noiose c’è un’arma segreta

Poi ho cominciato a cercare una soluzione. Sì, lo so, questa volta ci vuole solo una bacchetta magica. Nient’altro. Ma chi segue questo blog, sa che in linea di massima tiro il sasso (ovvero propongo un argomento di discussione e riflessione) ma cerco di non nascondere la mano. Proviamo a trovare qualche soluzione, almeno per rendere più piacevole e leggera l’eterna incombenza dei panni da piegare, stirare, tendere, smacchiare. Eccovi qualche arma segreta.

Non improvvisare e rendi lo spazio accogliente

Cominciamo dalla stiratura. Qualche consiglio per fare prima e in un angolo accogliente.

Primo. Se non lo avete già fatto, cercate di ricavare in casa uno spazio dedicato ai panni da stirare. Quando è possibile, non badate ai metri quadri e riservate ai “cencetti” un ambiente che chiamerete lavanderia, può essere una stanzetta, un soppalco, due camere comunicanti, un angolo dello studio, un garage intero, una parete in pieno soggiorno. Insomma, vedete voi a seconda degli spazi che avete a disposizione.

Secondo. Ornamenti, abbellimenti, decori, colori. Sì, proprio per lo spazio stiratura! Incorniciate foto e immagini di qualcosa che vi piace, può essere una piccola collezione un po’ vintage di vecchi lavatoi, donne d’altri tempi accrocchiate durante i lavori di bucato, ritagli di stoffe fantasia o floreali che riquadrete come più vi piace per appenderli magari sopra al tavolo da stiro.

Terzo. Ci vuole lo strumento giusto, ma tenente sempre a mente che qualsiasi procedura va snellita, abbreviata per quanto possibile. Sinceramente preferisco i ferri a vapore dove infili l’acqua aspetti un minuto-uno e sono pronti all’uso. Non sopporto caldaie che devono arrivare a temperatura, e serbatoi da calibrare in base alla quantità di roba da stirare. Aiuto, troppa ingegneria e strumenti ultratecnologici per me non vanno bene quando ho di fronte testa-testa la pila dei panni in attesa di vapore.

Quarto. Armatevi di compagnia. Qui sì, la tecnologia deve venirvi in aiuto. Ci vuole almeno un tablet, oppure un lettore di musica, una tv, insomma qualcosa che tenga impegnati occhi, mente e udito mentre andate avanti e indietro col ferro sulla cinquantaduesima manica di camicia. Preparate una playlist che ascolterete con le cuffiette se siete le stiratrici del dopocena e tutti si stanno addormentando. Oppure posizionate il tablet e lasciate andare un film oppure se avete un televisore a portata di mano scegliete il vostro programma preferito e via.

Quinto. Suddividete il tempo che avete deciso di dedicare alla stiratura in due fasce. Nella prima mettete via la minuteria da piegare e passate velocemente il ferro sulle urgenze, tipo il grembiule che serve a scuola domattina, la camicia che assolutamente dev’essere pronta, un paio di pantaloni per il ragazzino altrimenti tocca discutere sul perché non trova mai nell’armadio i pantaloni attillatissimi beige (forse perché pretende d’indossarli sette giorni su sette dimenticando che in caso di lavatura serve pure il tempo per farli asciugare e poi addirittura qualche minuto sotto il ferro da stiro?). Bene, nella seconda fascia mettete tutto il resto finché ce la fate. Ricordate che le amatissime camicie a maniche lunghe – non ce n’è mai una soltanto, ne spuntano almeno tre alla volta – è meglio alternarle a qualcosa di più facile e leggero e soprattutto non mollate mai le vostre canzoni del cuore o il bellissimo film che avete deciso di guardare.

E puoi addirittura farti leggere un romanzo

Un ultimo consiglio. Non sottovalutate gli audiolibri. L’ho scoperto di recente e vi assicuro che funzionano alla perfezione trasportandovi in una dimensione che nieeeente ha a che vedere con le pieghe della camicia. Vi ritroverete con una bella cesta di panni stirati alla perfezione e nelle orecchie una voce piena e gradevole che vi legge una storia.

Farsi leggere una storia”… ma non vi dice niente questa frase, mamme care?

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Mrs. Plonery Written by:

One Comment

  1. lucia deri
    9 novembre 2015
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    ahahahah!!!!! ho letto tutto l’articolo sperando di trovare tra i suggerimenti della compagnia gli audiolibri…………….ebbene ci sei arrivata anche tu!!! che scoperta Ad Alta voce di Radio 3 che porta voci incantevoli a ritrovare i classici della letteratura italiana e straniera………….una compagnia splendida, attori che leggono con una maestria che è quasi musica………oppure, per quanto mi riguarda, le puntate di Pane quotidiano che non posso mai vedere per l’orario proibitivo……..e comunque conferenze che non ho mai il tempo di ascoltare……….queste sono le “compagnie” del mio stirare.
    Per me è importante un’autonomia temporale dello stirare quindi utilizzo un ferro con caldaia e poi forse sarò una voce fuori dal coro……………..ma lo stirare lo preferisco a tante altre pratiche “casalinghe” proprio perché mi consente di fare contestualmente anche qualcosa per me!!!!

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